“Teste di zucca. Duemiladuetour”

L’esperienza positiva dello scorso anno presso l’Artoteca Vallisa a Bari Vecchia ha spinto il talento nostrano, Carlo Dicillo, ad organizzare il “Teste di zucca. Duemiladuetour” che ha avuto inizio il 20 luglio scorso presso il Gruppo Arte Zero in quel di Molfetta e che ha allietato le serate estive di indigeni e turisti fino all’8 agosto. L’artista triggianese ha ancora una volta avuto modo di entusiasmare il suo pubblico con la visione delle sue meravigliose “creature”: eh si, non si può dire altrimenti dell’arte di Dicillo, un’arte “creata” dall’autore dal nulla, frutto di un lavoro di immaginazione e di trasposizione dalla realtà.
È difficile credere che dietro i suoi capolavori, dietro il delfino, il ghepardo, la papera, il gufo e tanti altri esponenti del mondo naturale, si celi un ulteriore frutto della natura, modellato e scolpito
quasi a divenire irriconoscibile: si, dietro le opere di Dicillo vi sono tante zucche, o meglio, teste di zucche che l’alta abilità e creatività dell’autore hanno trasformato, con l’impiego di un pirografo e della tempera, in forme nuove e diverse.
Il saggio Platone ci ricorda che l’arte è imitazione, è strumento che inganna ed illude, laddove l’illusione è da intendersi etimologicamente come trastullo della ragione. L’arte ci permette di passare dal mondo della realtà empirico-fattuale ad un mondo ideale in cui tutto ciò che sembra essere in realtà non è, è mera finzione, inganno. Dinanzi a questo mondo naturale di
animali, la nostra ragione ha piacere di illudersi, di lasciarsi trasportare dal fascino metatemporale della vera arte ed “il naufragar c’è dolce in questo mare”.
Come il altre occasioni il nostro giornale ha avuto modo di constatare, non è possibile rimanere inerti dinanzi ad un genio artistico della nostra terra, non è possibile non mostrare, vuoi per campanilismo vuoi per effettivo trasporto emotivo, la sincera speranza che il nome di un “Artista” sia conosciuto da quante più persone sappiano apprezzare la vera bellezza dell’Arte autentica. Chiunque voglia conoscere al meglio la
maestria di questo talento, può visitare il sito internet www.carlodicillo.it che presenta un quadro complessivo della bravura dell’autore. In conclusione mi sembra opportuno recuperare il saggio insegnamento del filosofo tedesco Max Dessoir secondo cui “ogni opera d’arte autentica è straordinariamente composita a giudicare dalla causa e dall’effetto: non persegue solo un piacere estetico.
In verità le arti hanno nella vita spirituale e sociale una funzione che le collega con la totalità della nostra attività cognitiva e volitiva.” Sarebbe dunque immaginabile una vita senza arte?
Ritengo di no, l’arte è il privilegio che consola la nostra esistenza.
Grazie a Dicillo per il contributo dato alla vera, autentica Arte!

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