“Il bestiario di Dicillo all’Artoteca della Vallisa”

ARTE
Il bestiario di Dicillo all’Artoteca della Vallisa
U N’ALTRA mostra da segnalare al flusso serale dei nuovi utenti culturali di Bari vecchia. Die- tro Piazza del Ferrarese, all’Artoteca Vallisa, espo- ne un giovane artista di Triggiano, Carlo Dicillo. Famolta presa sul pubblico lo strano bestiario che sbuca dal pavimento, ambientato entro sceno- grafie povere che ne ricreano un possibile habitat “naturale”. A ben guardare qualcosa accomuna questi giocosi delfini, serpenti, ze- bre, elefanti, maialini, gufi, tartarughe…Sono tutti rica- vati da vere zucche, che Dicil- lo intaglia, dipinge, incide e arricchisce di particolari, con certosino estro manuale. “Vogliamo chiamarle scultu- re?” Si chiede nel testo di pre- sentazione Giustina Coda.
Un’opera di Carlo Dicillo
Di certo proprio l’ abilità nel trattare le materie, nello sperimentare soluzioni for- mali per ogni genere di super- fici (altrove legno, vetroresina, lattice, metallo…) contrassegna la ricerca di quest’artista, poco più che trentenne. Bisognerà vedere su quali binari progettuali i suoi sviluppi si articoleranno.
(antonella marino)
Carlo Dicillo “Teste di zucca”, Artoteca Vallisa, Strada Vallisa 11, Bari. Orario 20-23

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