“PICCOLO E’ BELLO”

SINGOLARE MOSTRA AD “ARTE&IMMAGINE”, A BARI
PICCOLO E’ BELLO, PAROLA DI CARLO FUSCA E COMPAGNI
A Carlo Fusca è capitata più o meno la stessa sorte del celebre personaggio di Jonhatan Swift, quel simpatico Gulliver, sia pure con un viaggio che si svolge in senso inver- era così intenso so: il primo impatto, infatti, avviene da far pensare a nella terra dei giganti, il secondo in possibili quella di Lilliput. Ne abbiamo avuto imboscate di una na riprova in una recente rasseg- malandrini. Dal di mega-paesaggi dall’aplomb paese dei giganti
romantico, dove la maestosità della composizione si sposava benissi- mo con una natura selvaggia, il cui rigoglio, enfatizzato al massimo,
a quello di Lilliput. L’ulteriore con- ferma di questo singolare itiner- ario viene da una simpatica collettiva, dal titolo “Invito al collezionismo”, allestita nella
dell’Associazione culturale “Arte&Immagine”, in via Piccinni 143, a Bari. Il promotore ha costret to tutti i partecipanti a cimentarsi,
sia pure su temi diversissimi, sul “piccolo formato”: in altri termini, il dipinto non doveva essere più grande di una comune cartolina. Qualcuno ha arric-
ciato un po’ il
Tra gli artisti in passerella un’inedita Annamaria Di Terlizzi con un San Nicola a cavallo di un gallo, nel solco della simbologia popolare più autentica e genuina sempio scenden
naso; altri hanno
tentato di passare
per il rotto della
cuffia, ma Carlo
Fusca e, soprattut-
to, la sua vestale
Caterina,
non
sede a Man Ray di esporre tre fotografie riguardanti una mostra svoltasi nella galleria “Marconi”, a Milano. – Sul tema “La mode au Congo” Menzionare tutti i partecipanti a
hanno concesso sconti. Anzi, lui ha questa cordata, sarebbe un’impre dato per primo l’e sa davvero ardua. Ci sono vecchiee – nuove conoscenze, grandi firme e do in campo con giovani talenti. A partire da Sol una sola opera, e Lewitt, Lunanova, Martiradonnna, concedendo solo Menolascina, Dell’Erba, Renzetti, Gernone e Tarshito. E ancora Palieri, Avellis, Sylos Labini. Per non parlare di Di Cillo e del suo . “angelo caduto”, ossia un diavolo che ha perso le ali e di Vito Capone
che invita alla lettura con un tomo aperto, tutto di carta. Qualche artista, ad onore del vero, come Annamaria Di Terlizzi, ha approf- ittato dell’occasione per farsi ammirare nelle insolite vesti di accattivante collagista. Il suo San Nicola, infatti, fatto di tanti pezzetti di legno, si fa ammirare per l’origi- nalità della composizione, pur movendosi nell’alveo di una tradizione popolare, genuina ed autentica. In gróppa ad un gallo variopinto, il Patrono di Bari caval- ca a spron battuto, quasi per incitare i suoi protetti a non starsene più con le mani in mano, ma ad agire in ogni modo per superare le tante situazioni di degrado che affliggono la città. E puntare, senza ulteriori indugi, ad una rinascita che riporti il capoluo- go pugliese al meritato ruolo trainante di “Milano del Sud”.

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